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sabato 28 luglio 2012

UN MONDO CHE NON SENTO MIO

Quella notte il caldo era davvero asfissiante, non facevo altro che girarmi e rigirarmi in quel letto che avrei tanto desiderato potesse diventare refrigerante. Nonostante l'afa, il sudore e qualche zanzara dura ad arrendersi lentamente le mie palpebre si chiusero scortandomi in un sonno profondo.
Mi ritrovai catapultato così in un mondo simile ma diverso.
Un mondo in cui ero io stesso architetto, artefice di tutto ciò che i miei occhi riuscivano a vedere.
Un mondo che non so bene se fosse stato migliore ma che era sicuramente mio.
Anche li c'erano uomini e donne che conducevano le proprie vite tra continui impegni affettivi, lavorativi e di relazioni.
Anche li c'erano politici, puttane di alta borghesia, attori del cinema, presentatori televisivi, veline e animatori turistici.
Anche li c'erano avvocati, ingegnieri, economisti e ciarlatani di ogni specie.
C'erano persino multinazionali enormi nel settore dell'informatica e fast food incredibilmente popolati da gente che consumava panini in pochi minuti per poi riprendere la corsa contro il tempo del quotidiano vivere. Il mio infondo non era un mondo tanto diverso dal reale.
Un enorme circo rotondo che girava intorno al sole vedendo alternarsi le quattro stagioni ogni anno. Agli angoli delle strade c'erano enormi cabine doccia che dispensavano democrazia sotto forma di soffice schiuma bianca che abbracciava le teste del popolo come una mamma.
D'altro canto da un sindaco come Gaber c'era da aspettarselo. La moneta di scambio non era ne l'euro ne il dollaro e nemmeno la sterlina. Nel mio mondo non esistevano ladri, scippatori o banche. Il caffè al bar costava un "SORRISO" ed una cena completa, comprensiva di un primo piatto, un secondo, frutta e dolce nel ristorante più "in" veniva soltanto dieci "SORRISI".
L'unica povertà che esisteva era quella morale. I poveri erano coloro che non riuscivano ad essere felici, che non riuscivano a sorridere. I ricchi della realtà erano i veri poveracci. Straccioni che brancolavano nel buio della notte e che elemosinavano felicità altrui seduti per terra con un cappello capovolto sul marciapiede.
Quella notte decisi di non svegliarmi più. Decisi di continuare a dormire per la vita. Poi d'improvviso il sole cominciò a scaldarmi la pelle. Il sole era nuovamente alto in cielo e lentamente mi accorsi di essere nuovamente sveglio in quel mondo che non sentivo mio.

1 commento:

  1. scrivi davvero molto bene :)
    ti seguo..t va di ricambiare? :)

    http://effeshopaholic.blogspot.it/2012/07/holiday-night-fever-d.html

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