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giovedì 26 luglio 2012

QUALCOSA DA RICORDARE

Ricordai all'improvviso di aver dimenticato qualcosa ma non sapendo cosa continuai a pensarci su. Pensavo e ripensavo a cosa potessi aver dimenticato ma non ci fù nulla da fare.
Scesi di casa, comprai il giornale e seduto al bar mentre sorseggiavo il mio caffè lessi un articolo il cui titolo citava:
"GIOVANE RAGAZZO FORTUNATO MUORE SUICIDA DOPO AVER VINTO IL SUPERENALOTTO".
Da non credere. Forse a volte è proprio vero, i soldi non fanno la felicità.
Nel frattempo ad un tavolino, dalla parte opposta del bar rispetto a dove sedevo io, c'era una ragazza che scriveva qualcosa, immersa dinanzi allo schermo del suo pc.
Capelli corti e ossigenati, un nasino piccino, labbra strette e carnose, grandi occhi castani appena truccati ed un tatuaggio sul braccio sinistro raffigurante due fiori.
Era li da un po e non si accorse che la osservavo.
Aveva uno sguardo molto solare e anche se le labbra eran ferme, gli occhi sorridevano al loro posto. Ebbi tutto d'un tratto la sensazione di aver già visto quel volto ma non ricordavo quando.
Forse mi sbagliavo solamente.
Continuava a pigiare i tasti del pc. Chissà che stava scrivendo o chissà con chi lo stava facendo. Magari chattava su facebook.
Oppure, magari era una scrittrice e stava scrivendo il romanzo della sua vita, intessendo con lettere, emozioni e sensazioni la trama di ciò che forse avrebbe voluto diventasse un nuovo best seller.
Anche se da lontano, riuscii a notare le sue mani, sulle quali mi fermai a lungo.
Dita lunghe e sottili erano attaccate al resto delle mani sfiorando quei tasti, accarezzandoli delicatamente e allo stesso tempo frettolose, imprimevano frasi che non mi era permesso leggere su quel foglio elettronico.
La scrutai da lontano ancora un po.
Poi, il caffè nella mia tazzina finì e lei proprio in quel momento staccò lo sguardo dal monitor, incrociando le mie pupille.
I nostri sguardi si incontrarono, si parlarono, si presentarono, si conobbero.
Tutto in un paio di secondi che sembrarono minuti.
D'improvviso mi tornò a mente qualcosa. Qualcosa che avevo dimenticato. Qualcosa che forse anche quel giovane di cui parlava il giornale aveva dimenticato l'aspetto, nascondendosi da un mondo che gli aveva donato fortuna e soldi ma niente che lo abbia potuto rendere felice.
Avevo dimenticato a lungo una cosa che non avrei mai dovuto dimenticare.
Fu il suo sguardo a ricordarmelo mentre era fisso sul mio.
Mi ero appena ricordato che avevo bisogno di amare.

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